Ricordo ancora la sabbia dorata
alla foce del fiume incantato
quando gli anni eran pochi
e la vita era molta.
I remi facevan tutt’uno
con braccia d’acciaio
spingendo l’agili barche
ansiose anch’esse d’approdo.
Il silenzio profondo del luogo
per poco indulgeva ai canti d’amore
ma intatto restava l’ambiente
al passaggio di allegre brigate.
Che corse su Quell’umida spiaggia!
Che giochi, che scoppi di risa!
Il mare guardava felice
di vederci felici
e con spruzzi spumosi
rideva con noi, giocava con noi.
Ora tutto è mutato:
una tossica coltre nel mare s’addensa
si che i pesci vi trovano morte.
Il catrame ha lordato la sabbia
dorata rendendola tetra.
Non più canti, non più giochi
non più scoppi di risa – Che squallore!
E lo chiaman progresso
quest’orribile mostro dell’era moderna!

di Umberto Inzolia

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