Era l’11 Ottobre del 2005 quando Padre Palmiro Prisutto scrisse questa lettera al Presidente della Repubblica Italiana Carlo Azeglio Ciampi. Qui di seguito, dopo una necessaria introduzione da parte di Padre Palmiro Prisutto, la lettera in questione.

Introduzione

Nel 2005 (17 luglio 2005) l’Unesco dichiarava la necropoli di Pantalica e la zona barocca della provincia di Siracusa “Patrimonio dell’Umanità”. Un riconoscimento che onorava la nostra provincia e che si sarebbe coronato con una prevedibile visita del presidente della repubblica. Ancor prima della programmazione della visita dell’allora presidente Ciampi, 2500 cittadini di Augusta sottoscrissero ed inviarono alla presidenza della repubblica una petizione in cui si chiedevano:

  • UNA URGENTE VISITA DI STATO DEL PRESIDENTE NELLA ZONA AUGUSTA-PRIOLLO-MELILLI;
  • UNA MORATORIA SULLA REALIZZAZIONE DI QUALUNQUE ALTRO IMPIANTO INDUSTRIALE INQUINANTE SU QUESTO TERRITORIO;
  • L’APERTURA DI UN’INCHIESTA DI STATO “ONESTA, IMPARZIALE E ASSOLUTAMENTE VERITIERA” CHE ACCERTASSE IL NESSO TRA L’INQUINAMENTO E LE PATOLOGIE PRESENTI SU QUESTO TERRITORIO;
  • LA REALIZZAZIONE IN LOCO DI UN PUBBLICO CONFRONTO TRA LA POPOLAZIONE, LE ISTITUZIONI E LA COMUNITÀ SCIENTIFICA SUI PROBLEMI E SUI RISCHI DI QUESTO TERRITORIO.

al fine di trovare un’equa soluzione PER UNO SVILUPPO VERAMENTE SOSTENIBILE ED ECO-COMPATIBILE.

Sostanzialmente si invitava il presidente a visitare anche la parte nord della provincia per fargli vedere (e con lui all’Italia) lo scempio del territorio attorno ad Augusta. A tal riguardo personalmente gli inviai due videocassette: la puntata della RAI di Linea blu su Augusta ed il documentario “Crimini di Pace”.

Non se siano state di suo gradimento, o se le abbia mai viste. Ma com’era facilmente prevedibile bisognava fargli vedere solo le cose belle. La presidenza della repubblica, a visita avvenuta, scusandosi, rispose che non era stato possibile includere Augusta nella visita presidenziale, in quanto la petizione era arrivata quando ormai il programma era stato stabilito. Ciampi, dopo Cossiga – all’epoca del terremoto e Scalfaro nel 1996 -, è stato il terzo presidente che ha evitato di visitare Augusta.

L’ 11 gennaio 2006 Ciampi venne a Siracusa per scoprire la lapide del riconoscimento dell’Unesco. Le 2500 firme dei cittadini di Augusta, non hanno affatto turbato la sua coscienza.

La Lettera

Egregio Presidente,
chi ha voluto il suo prossimo viaggio in Sicilia, ha pensato di farle cosa gradita programmando visite alle città barocche, alle vestigia della classicità di Siracusa, agli insediamenti preistorici della nostra provincia, ma avrà volontariamente “dimenticato” di farlo passare magari fugacemente dalla parte nord della stessa provincia.

Sicuramente è una cosa stupenda aver visto dichiarare dall’Unesco gran parte della nostra provincia come “Patrimonio dell’Umanità”, nella speranza di una effettiva e proficua valorizzazione. La sua venuta sarà certamente l’inizio di tante altre visite da parte di tanti altri turisti che verranno ad ammirare le bellezze di questa terra. Ed il turismo porterà lavoro e benessere, anche se non a tutti.
Purtroppo c’è una parte di territorio della provincia di Siracusa dove i turisti non arrivano più da diverso tempo; una parte di territorio che non si trova più nei depliant turistici delle agenzie di viaggio o di promozione turistica. Anzi nelle guide turistiche c’è l’invito a tenersi alla larga. Su quelle che erano le nostre spiagge e il nostro mare sono stati collocati divieti di accesso, divieti di pesca e di balneazione. Il nostro mare, (quello rimasto “pulito”) non è più di tutti, ma solo di qualcuno, solo di quelli che contano o che se lo possono permettere.

Nel porto di Augusta, uno dei più grandi d’Italia, ci sono pontili e banchine d’attracco per navi di ogni tipo tranne per quelle che trasportano persone. Pontili riservati a navi di grandi dimensioni che trasportano l’oro nero, lo stesso colore del mare e dei suoi fondali da quando ci è stato imposto questo unico tipo di progresso. Purtroppo c’è anche una parte della popolazione della provincia di Siracusa che questo tipo di progresso lo ha avuto imposto come un giogo impossibile da scrollarsi. Un progresso che ha fatto già vedere e provare a due generazioni le sue velenose conseguenze. Signor presidente, abbia il coraggio di rompere il protocollo, di scavalcare le transenne di quelle sole strade su cui vorrebbero farlo passare, celandogli i veri problemi di questo territorio di gran parte della sua gente.

Signor presidente,
visiti Megara Hyblaea, faccia sosta ad Augusta per incontrare gli abitanti di questa città e non solo suoi rappresentanti.Guardando il panorama di Megara Hyblaea, percorrendo le strade di questa città fondata dai Greci, ci dica onestamente cosa ne pensa.

Ci dica onestamente anche il suo pensiero sapendo che lì, a poche decine di metri di distanza sorgerà un altro impianto capace di produrre diossina, per incenerire i rifiuti indifferenziati di mezza Sicilia.
Ci dica onestamente che cosa sa (=dove vanno a finire) delle 170.000 tonnellate di rifiuti pericolosi prodotti ogni anno dalle industrie presenti accanto a Megara.
Ci dica onestamente cosa pensa delle colate di cemento che hanno seppellito il nostro passato e che hanno reso impossibile il nostro futuro sviluppo.
Ci dica cosa penserebbe dei grandi monumenti di Augusta dalle fortificazioni spagnole al castello federiciano: monumenti inaccessibili, abbandonati al degrado, improduttivi di lavoro e di turismo.

Augusta è la stessa città da cui partì il sommergibile Enrico Toti per raggiungere in modo spettacolare il centro di Milano. Ora è esposto al museo della scienza e della tecnica: fin quando era qui era solo un ingombrante “ferrovecchio” come il suo sommergibile gemello Mocenigo ancora nella rada di Augusta. Un cittadino di Augusta era riuscito a realizzare un piccolo museo sulla storia militare di Augusta. Incredibilmente non esiste più. Non ci sono né spazio né soldi. Penso, invece, a quanti soldi sono stati spesi per il passaggio del sommergibile, collocato in un posto innaturale. L’oro nero e i suoi derivati hanno monopolizzato il futuro di questa città e di questo territorio con le conseguenze che ben sappiamo.

Signor Presidente,
se dovesse venire nella nostra provincia solo per fare il “turista” per ammirare pietre e monumenti ci deluderebbe: è vero che queste “pietre” che lei verrà a visitare sono state dichiarate “patrimonio dell’umanità”, ma mi permetto di ricordarle, pur non avendo l’autorevolezza dell’Unesco, che non le pietre e i monumenti, ma

LA VITA, LA SALUTE,
IL LAVORO, LA DIGNITA’ UMANA,
IL RISPETTO DELL’AMBIENTE
SONO IL VERO PATRIMONIO DELL’UMANITÀ.

O, forse, solo gli abitanti di Augusta, non sono “patrimonio dell’umanità”?
Presidente, ci voglia bene e ci dia una mano. (volemose bene e damose da fa’)

Augusta, 11 ottobre 2005
Sac. Prisutto Palmiro

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