Ecco la lettere ai Parroci di Augusta, Priolo e Melilli che il Comitato Cittadino per la Vivibilità ha inviato il 30 Ottobre del 1988

Al Rev .mo Parroco
Al Consiglio Pastorale
Alla Comunità parrocchiale della Parrocchia di …

Dopo 1a spinosa questione legata alle cosiddette “navi dei veleni”, che ha riproposto all’attenzione pubblica 1a questione ambientale legata al nostro territorio e dopo le note vicende polemiche tra ambientalisti, operai, sindacati, forze politiche che hanno portato alla chiusura della Farmoplant di Massa ed alla interruzione cautelativa della produzione dell’ ACNA di Cengio nella Val Bormida, riteniamo doveroso invitarLa personalmente, ed eventualmente a coinvolgere la Sua Comunità, ad una riflessione sulla questione ecologico-ambientale del territorio compreso nella fascia costiera tra Siracusa ed Augusta.

Come Ella ben sa, questo territorio in base all’art. 7 comma 1 della legge 349/86 risulta tra le “aree ad elevato rischio di crisi ambientale”. A ciò si aggiunga il fatto che al rischio chimico-industriale si unisce quello, tutt’altro che trascurabile, sismico. La preoccupante situazione igienico-sanitaria di Augusta e del territorio circostante è già stata ed è tuttora oggetto di studio dell’Istituto Superiore di Sanità ed è già entrata, purtroppo, a titolo di esempio, nei testi scolastici, alla pari di Seveso, Bhopal, Chernobyl.

Ciò sta ad indicare come il fatto non sia più trascurabile o di secondaria importanza. Non è più possibile, alla luce dei dati finora pubblicati, sia ufficialmente sia ufficiosamente, ignorare il rischio al quale è esposta ormai quotidianamente la popolazione: basti pensare all’incidenza altissima della mortalità per tumore, specie all’apparato respiratorio, all’aumento delle malattie ed allergie della pelle, alle nascite dei bambini”malformati” che continuano ad un ritmo sostenuto.

E’ doveroso far presente pure che noi non siamo a priori contro lo sviluppo industriale, ma contro quello sviluppo industriale che non tenga conto né dell’ambiente né della salute di chi vi lavora o ci vive. Come pure non intendiamo far rischiare posti di lavoro; chiediamo solo che le industrie adottino quegli accorgimenti tecnici possibili che rendano più salubri e sicuri sia le stesse fabbriche sia l’ambiente circostante.

Non è neanche nostra intenzione creare situazioni di scontro tra gli operai della zona industriale e gli altri cittadini, vogliamo solo che industria e territorio possano convivere rispettando quei valori quali la tutela della salute, della vita e della dignità del lavoratore da non subordinare alla produzione industriale o al profitto.

Le alleghiamo il documento che le Comunità Ecclesiali della Valle Bormida hanno pubblicato in merito alla vicenda ACNA, la Lettera pastorale dei Vescovi Lombardi sulla questione ambientale e l’articolo “Ecologia e carità” della Caritas Italiana. In attesa di una Sua risposta porgiamo distinti saluti.

Augusta, 30.10.1988

Il Comitato cittadino per la Vivibilità
Prof. Luigi Solarino – Dott. Giacinto Franco – Sac. Prisutto Palmiro

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