“… hanno agito nel totale disprezzo della vita”?
E se fosse anche un “consapevole” disprezzo?

Il mercurio dell’Enichem nelle acque di Augusta: una sorpresa?
No! Una conferma. (chissà cosa si potrebbe trovare al largo del porto di Augusta, o al centro dell’Adriatico o nel golfo della Sirte)
I malformati di Augusta: una sorpresa?
No! Lo si sapeva dal 1980. (purtroppo l’“archiviazione” toglierà dall’inchiesta i bambini malformati nati tra il 1980 ed il 1990)
L’altissima percentuale di morti per cancro: una sorpresa?
Lo si era scoperto già da tempo. (ma continuano ancora i viaggi della speranza)
Un territorio disseminato di discariche più o meno autorizzate o censite: una sorpresa?
Non di certo. (i fanghi di pirite hanno ricolmato grandi aree in pieno centro urbano ad Augusta)
I pozzi d’acqua di Priolo che erogano petrolio e derivati nel famoso “triangolo maledetto”: una sorpresa?
Un segnale più che allarmante per le prossime generazioni. (il processo di inquinamento e di “salinizzazione” della falda è un processo irreversibile)
La sentenza assolutoria dell’incidente ICAM? Una sorpresa?
Ha precorso di qualche anno quella assolutoria di Marghera.
Le morie di pesci nella rada di Augusta? Un fatto isolato? Una sorpresa?
No! (almeno quei poveri pesci hanno avuto un po’ di attenzione dai media, ma il “silenzioso genocidio” di Augusta forse non avrà mai un processo: perché l’unico colpevole è “il progresso” a cui bisogna pagare un “prezzo”, non importa quale)
La sorpresa vera può essere un’altra: l’intervento, purtroppo tardiva, della Magistratura.
Fu sorprendente a metà degli anni ’80 la promozione di un Magistrato da Augusta: forse aveva rotto troppo le scat…., pardon, ….i …. “fusti”.
Come anche è stato sorprendente il silenzio di gran parte della classe medica locale, provinciale, regionale e nazionale.
Sono una vera continua sorpresa il silenzio istituzionale sui rischi di Augusta e sul triangolo maledetto; (io tutti i giorni vedo sorvolare le coste di Augusta da elicotteri della Marina, della Guardia costiera, della Guardia di Finanza; vedo solcare le acque costiere di Augusta da motovedette di tutte le forze dell’ordine: non è sorprendente che quella famosa macchia rossa – che ha fatto scattare l’inchiesta e gli arresti del 16 gennaio u. s. fu “scoperta” dai cittadini e non dalle autorità precedentemente elencate?) Chissà come, invece le motovedette “scoprivano” il mio piccolo palloncino rosso da sub mentre pescavo.
sono una sorpresa le evidenti alterazioni delle condizioni climatiche sulla zona a nord di Siracusa?
A me, a scuola, fu insegnato che il vapore acqueo si innalza nell’atmosfera, poi si condensa e forma le nubi, quindi si produce la pioggia. (chissà perché le nubi di quelle colonne di “vapore” acqueo (?) che si innalzano quotidianamente dal petrolchimico allontanano, invece, la pioggia?) – mi ricordo alcuni anni fa una strana nevicata a livello del mare con temperatura di ben sette gradi sopra lo zero!
Di sorpresa in sorpresa:
i giovani d’oggi, forse incuriositi da tante altre problematiche, non sanno che il processo di industrializzazione ha modificato le carte geografiche ed amministrative della zona a nord si Siracusa.
Per molti giovani, Marina di Melilli, è una stazione balneare … quasi tropicale … all’ombra delle ciminiere! Nonostante fosse già scattato l’allarme “nero” un intero paese sul mare (come e quanto Brucoli) tra il 1978 e il 1980 venne evacuato e raso al suolo per fare spazio all’ennesima raffineria.
Eppure la celebre “direttiva Seveso” esisteva: non si possono installare impianti nocivi alla salute in prossimità dei centri abitati!!!
Invece, in quegli anni, in Sicilia, con il plauso dei sindacati e dei politici, si ricorse alla …. “direttiva Marina di Melilli”: la presenza umana in questo territorio non è compatibile con lo “sviluppo”, quindi sloggiate, (per fortuna con l’assegno per riacquistare una casa nuova un po’ … più in là.
E mentre, il Prof. Centineo dell’università di Catania, come risultato di una sua perizia “invitava” a ridurre le emissioni si aggiunsero altre ciminiere (i matematici delle aziende forse facevano così i loro calcoli: 1x1x1x1x1x1x1x1x1x1x1x1= 1 anziché 1+1+1+1+1+1+1+1+1+1+1+1= 12; operazioni matematiche in cui 1 equivale a 1 stabilimento. Sono 12 le industrie a rischio nel Siracusano.
Purtroppo, io non sono bravo in matematica, ad Augusta e dintorni, l’equazione “più ciminiere più posti di lavoro” non si è rivelata esatta, come pure risulta errata l’equazione “più lavoro più benessere”. Ma un’altra equazione, nel “triangolo della morte” (come ormai da tempo si definisce da più parti il triangolo Augusta-Priolo-Melilli) finora è rimasta senza soluzione: “inquinamento uguale cancro?”. “Mancano i dati per fare i raffronti!” affermano i tecnici, ma in 20 anni (gli ultimi trascorsi) non era possibile raccoglierli? Solo per l’ostinazione di un medico recentemente “mandato in pensione”, i cui dati raccolti (raccolti pur tra diffidenze, intimidazioni, derisioni) sono finiti nelle mani di un procuratore della repubblica a Siracusa, hanno fatto aprire un’inchiesta. Ma questi dati fanno paura, almeno ad alcuni. “Quel medico fa allarmismo”, replicano, in coro sindacati, politici, amministratori, perfino gli stessi operai, schiacciati dal ricatto occupazionale, rassegnati ad immolarsi sull’altare del progresso.
E i medici? Perchè non ne parlano? O perché non smentiscono i dati se non sono veritieri?
Incapaci, ormai di guardare oltre l’orizzonte dei fumi delle ciminiere, molti dei nostri giovani, figli degli operai “rimasti” al petrolchimico, dicono: “Meglio morire di cancro che di fame”.
Questa mentalità denota ormai la sconfitta dell’uomo, di quell’uomo che ha perso anche la speranza.
Se dovesse rivelarsi fondata l’accusa del procuratore di Siracusa “hanno agito nel totale disprezzo della vita” la “sorpresa” sarebbe veramente grande, mostruosa.
Ma ancora più mostruoso il silenzio di chi, con il silenzio sul caso Augusta (e dintorni) ha economicamente profittato sulla vita di intere popolazioni: dalle Aziende allo Stato.
Quale futuro? Non ci vuole molto a fare previsioni. Il petrolchimico sarà progressivamente ridotto fino alla totale chiusura. Non sappiamo quando, … ma è sicuro.
Se oggi la vertenza Augusta, Priolo, Melilli, vedesse coinvolte le popolazioni e la “forza lavoro” ancora consistente, sindacati, politici e amministratori meno miopi, sul futuro potremmo avere speranza. Ma quando il petrolchimico avrà solo qualche centinaio di occupati la battaglia sarà inutile, anzi perduta.
Allora stringeremmo in pugno …. soltanto un po’ di fumo e per di più pieno …. di veleni.
Prisutto Palmiro

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