AUGUSTA – Lo sciopero generale è andato bene. Ieri, ad Augusta, contro le industrie che avvelenano e uccidono, sono scesi in piazza in tanti: studenti, operai, pescatori, associazioni ecologiche.
E proprio mentre sfilavano con cartelli e striscioni, dal mare violaceo di Augusta sono emerse tonnellate di pesce azzurro morto: una lunga striscia di morte, l’ultimo emblema della distruzione dell’ambiente nella zona.
Tenuti fuori dall’area dello sciopero, indetto su scala cittadina da Cgil, Cisl, Uil, gli operai delle industrie chimiche, Esso, Liquichimica, Montedison, le grandi responsabili dello scempio, non hanno scioperato. E parecchi hanno strumentalizzato la loro assenza, additandola come un elemento di debolezza della manifestazione sindacale, leggendovi dietro una spaccatura verticale tra i cittadini di Augusta e gli operai delle industrie chimiche. Montature inutili, o peggio dannose in un momento come questo, quando l’ordinanza di chiusura disposta dal pretore per l’Esso e le notizie sempre più insistenti di un analogo provvedimento pronto a scattare a giorni per la Liquichimica rischiano di creare pericolose tensioni.
Intanto, ad Augusta, si sono susseguite, come nei giorni scorsi, riunioni ed assemblee. Altre se ne preparano. Oltre al “vertice” sulla questione inquinamento, previsto per sabato, al quale parteciperanno anche il ministro della Sanità e il presidente della Regione Siciliana, è stato convocato dall’amministrazione provinciale un altro incontro.
Arrivano pure nuove prese di posizione sulla vicenda. L’ultima è della federazione comunista di Siracusa che, addebitando ai gruppi petrolchimici pubblici e privati la responsabilità “d’aver saccheggiato l’ambiente, usufruendo spesso di denaro pubblico e lasciando immutati i problemi dello sviluppo e dell’occupazione”, ha espresso parere contrario all’intenzione del governo di prorogare i termini d’applicazione alla legge Merli sull’inquinamento.
Da parte sindacale, c’è da registrare la proposta di costituzione di un consorzio pubblico, con la partecipazione dei comuni interessati, per la costruzione e la gestione di stazioni fisse e mobili per il controllo dell’inquinamento dell’aria e delle acque.
Inoltre, il sindacato ha ancora una volta ricordato che già da tempo miliardi sono stati stanziati per la costruzione di impianti per l’abbattimento delle sostanze inquinanti. Ma ancora i lavori per questi impianti non prendono il via.
A questo proposito c’è da ricordare che, con il contributo della Cassa per il Mezzogiorno, saranno costruiti nella provincia dei grossi impianti per la depurazione delle acque reflue delle città. In particolare, quello per, la città di Siracusa è già in fase di progettazione. Per gli scarichi industriali, invece, l’unica iniziativa è della Esso che ha in avanzata fase di realizzazione; senza contributo pubblico, un moderno impianto per la depurazione.
Lo ha ricordato ieri la stessa azienda che, in un comunicato stampa, dichiarato illegittimo ed infondato il provvedimento preso nei suoi confronti dalla Capitaneria di porto (divieto di scarico in mare). La Esso ha asserito, comunque, che il provvedimento non competeva alla Capitaneria di porto, bensì alla Regione.

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