Che ad Augusta si muore troppo di cancro ormai è un fatto accertato, non da ora, ma da decenni. Ormai non si tratta più di chiedere “di che cosa è morto”, ma “dove l’aveva”. Polmoni, colon, vescica, seno, stomaco, reni…..

Era l’anno 1988 quando scrissi un articolo sulla vicenda. La redazione del piccolo settimanale diocesano per cui scrivevo mise questo titolo: Non scuote più nessuno la mortalità per tumore ad Augusta. L’anno successivo scrissi un altro pezzo sul problema dello smaltimento dei rifiuti che si concludeva con queste parole: “ …. e morirono giovani, ricchi, felici e inquinati”.

Dal 28 febbraio 2014, ogni 28 del mese, nella chiesa madre di Augusta celebro una messa particolare: in essa preghiamo per le vittime del cancro: per i morti e per quelli che lo stanno combattendo; per tutte le vittime dell’inquinamento.

Durante questa messa vengono letti non solo i nomi dei morti di cancro, ma anche il tipo di cancro, l’età ed il lavoro prevalentemente svolto. Di questi nomi e dati è stata fatta una lista, esposta in chiesa, che oggi annovera più di mille iscritti. I nominativi me li hanno forniti liberamente i familiari, non l’ASL o l’ufficio anagrafe.

Così come ogni anno vengono letti i nominativi dei morti di mafia, del terrorismo, degli incidenti sul lavoro, dei femminicidi, e di altre stragi leggo questi nomi.

Il tempo della lettura di questa lista si è progressivamente allungato, stancando i presenti.
È una celebrazione che ha suscitato grande clamore; sono venute tutte le TV, la stampa, si sono interessate a questa messa anche trasmissioni di carattere nazionale. La messa con la lettura della lista è stata oggetto di interpellanze parlamentari; anche la stessa Conferenza Episcopale Italiana ne ha parlato. La lista mette in evidenza che si tratta di una strage silenziosa e reale, ma diluita nel tempo.

Ma al contrario di altre stragi, questo massacro sotto forma stillicidio continuo che si protrae nel tempo e che ha pur attirato l’attenzione della magistratura, rimane ancora non riconosciuto, resta una strage nascosta e, soprattutto, ancora impunita.
È difficile trovare i colpevoli, che pur sono noti; è artificiosamente difficile trovare anche il famoso nesso eziologico tra il lavoro svolto e il tipo di cancro.
Ma ogni giorno il cancro, spietatamente, ci strappa qualcuno. Non c’è una sola famiglia che sia rimasta immune. L’età delle vittime si abbassa.

Metà dei nomi censiti in quella lista non hanno raggiunto neanche l’età pensionabile. Una beffa atroce. Gli Augustani ed anche i cittadini dei paesi limitrofi sembrano rassegnati più che impotenti: perfino gli operai costretti dal ricatto occupazionale a scegliere tra salute e lavoro, insegnano ai loro figli che “meglio morire di cancro che di fame”.

Quando gli impresari delle agenzie funebri chiamano per fissare l’orario dei funerali, il più delle volte mi hanno detto: anche questo è stato vittima di “quel male”.
Si sa che tutti dobbiamo morire: ma morire ad ottanta anni non è lo stesso che morire a sessanta o cinquanta o a trentacinque.

Quando il cancro miete una singola giovane vittima, per i funerali la capientissima chiesa madre di Augusta si riempie. Non sono presenti solo i familiari, i parenti, gli amici, i vicini, i colleghi: è il segno della presenza di una città sconvolta, attonita, ma che non ha più il coraggio di reagire, di lottare. Se un giorno decidessero di protestare ….
Vorrei entrare nella mente e nel cuore dei presenti al funerale di una giovane vita recisa da questo subdolo male per conoscere il loro pensiero di fronte a quella morte prematura.
Come sarebbe importante se ogni partecipante al funerale esprimesse il proprio pensiero sulla vicenda….. Qualcuno magari lo farà sui social, ma non credo che lo scriverebbe rispettando i principi di libertà e verità.

Ormai l’ho notato più volte e con maggiore frequenza: al funerale in tanti, alla messa commemorativa del 28 la folla non c’è più.
Motivo?
Ascoltare tutti quei nomi, mi si spezzava il cuore. Non sono riuscita rimanere. Troppo dolore, soprattutto sentite i nomi dei giovani.

Altri minimizzano: le morti di cancro avvengono ovunque, anche dove non ci sono industrie;
altri denunciano come colpevoli il traffico veicolare; il cibo intriso di pesticidi; l’uso eccessivo dei cellulari; altri tirano in ballo le istituzioni che sanno e non fanno nulla …..

Ma quando il 28 successivo commemoriamo le oltre mille vittime del cancro, le stesse persone presenti al rito funebre sono assenti o, forse, hanno già dimenticato tutto.
Vorrei tanto ricevere come messaggi o come commenti al post i pensieri degli augustani intervenuti al funerale e leggerli nella successiva messa del 28. Rassegnazione, paura e sottomissione contraddistinguono ancora gli abitanti di questa città.

Cosa diranno fra venti anni coloro che oggi fanno silenzio in cambio di uno stipendio o sono schierati ipocritamente a favore di quello che chiamano “PROGRESSO“?

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